| Prendiamoci il nostro tempo |
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Da alcuni anni, il tema della qualità della vita urbana è stato naturalmente ricondotto al bisogno di rivedere l'organizzazione degli orari e dei tempi della città: del lavoro, dei servizi, dei trasporti, della cultura, della famiglia. Il problema dei tempi e degli orari è diventato una primaria questione politica, un importante obiettivo di governo delle città. I cittadini, uomini e donne, hanno il diritto all'autogoverno del tempo; alla libera espressione della propria personalità nella varie dimensioni dell'esistenza (lavoro, cura, tempo libero, formazione, affettività, vita di relazione); a prestare e a ricevere cura. Il superamento della divisione sessuale del lavoro e redistribuzione del lavoro di cura tra uomini e donne, oltre che tra individui e società, diventa un impegno delle istituzioni. In Italia finalmente si parla di un "Piano Regolatore degli Orari della città" mirato a "rendere più umani i tempi di lavoro, i tempi della città e i tempi di vita". Sul tema esiste un patrimonio di riflessioni, proposte e sperimentazioni soprattutto per merito delle donne. In alcune città italiane sono state avviate esperienze per realizzare tempi e orari di vitapiù rispettosi delle esigenze dei cittadini. La Regione Puglia ha messo a disposizione una misura (“Promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro” ) che il Dipartimento sui Rapporti di Lavoro e sulle Relazioni Industriali dell'Università di Bari e la Tom Agenzia di Comunicazione Srl hanno colto per proporre il progetto Tempo Comune. Tempo Comune costituisce dunque un punto di partenza, un modello da costruire ed a cui guardare per poterlo sviluppare e per tendere verso una qualità della vita che sia il risultato di un processo. |
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